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Si può affermare con sicurezza che il sigillo di Massimo Folisi è la creatività, coniugata con la suaestrema tenacia e dimostrata in lunghi anni di attività finalizzate a dare corpo ai sogni, anche a quelli apparentemente più improbabili.  

La passione per l'arte la confidenza con la tanta varietà di materiali, la sempre innata creatività hanno contraddistinto Massimo Folisi, fotografo, portandolo   un giorno  a pensare una bicicletta in legno, si, una bicicletta in legno, totalmente fatta a mano e personalizzata.Lo invitano a partecipare ad una mostra di auto e moto d'epoca, lui  accetta l'invito, arriva il giorno della manifestazione: inutile dire lo stupore e la meraviglia che la bicicletta suscita nelle persone che visitano la mostra e  subito Massimo comprende  che  non l'aveva realizzata solo per lui, come aveva pensato in un primo momento, ma anche per gli altri…Così nasce l'idea di metterla in commercio, visto le tante richieste avanzate della gente… e di socializzare la sua creazione, che poteva trasformarsi in un bene condiviso.

Tramite un’ accurata ricerca Massimo si documenta e viene a conoscenza che la prima bicicletta fu realizzata proprio in legno, esattamente nel 1817 e  si chiamava Draisienne; forse per caso o per gioco del destino, esattamente dopo 200 anni nasce questa bicicletta, come a volersi imporre come l'erede diretta della Draisienne, del Baron Baden Karl von Drais , questo il nome del suo inventore. Subito Massimo pensa di  parafrasarne il cognome, dando vita alla “ Folisiémme”,in una sorta di affinità elettiva e di continuità nel tempo… 

Questa la nascita della bicicletta “ Folisiémme”.RITRATTO MASSIMO FOLISI DA ROSARIO NERI

Pensando già a diversi modelli che nasceranno, battezza il suo primo; modello 971 Classic, il 971 preso in riferimento al suo anno di nascita. Ma la sua creazione mancava di qualcosa…ed ecco che i carretti siciliani, con i loro colori e le loro storie, diventano la veste grafica naturale delle sue originali biciclette, personalizzando al massimo questi pezzi che si rivelano unici al mondo.

Il carretto siciliano esiste in Sicilia da più di 185 anni, come si legge in un libro di Jan Baptist Gonzalve de Nuervo  chiamato proprio “ Viaggio in Sicilia”,  scritto nel 1833, dove l’autore descrive i carretti siciliani visti lungo il suo viaggio in questa suggestiva isola, quindi sicuramente nati prima del 1833 e poi caduti in disuso, sostituiti dai nuovi mezzi meccanici.

Così il nostro artista  pensa di unire le due tradizioni e i due mezzi di trasporto in un’ unica e straordinaria creazione, che vede la sua bicicletta scolpita e dipinta come i carretti siciliani: dopo 200 anni di storia il desiderio di personalizzazione e di identità, in un mondo di globalizzazione totale e di omologazione, si concretizza in un prodotto che sembra voler dire:” Voglio girare  per le strade del mondo portando con me la storia del mio passato  e la meravigliosa cultura della Sicilia, nel rispetto delle mie tradizioni e del mondo che mi circonda, come ponte tra culture di Paesi diversi, poiché la cultura non ha confini”.

Così nasce l'idea della bicicletta” Folisiémme” di Massimo Folisi , sempre supportato e incoraggiato dalla sua famiglia, sicura e certa che un giorno questa invenzione diventerà leggenda.